selfie con la sposa

Come scegliere il fotografo di matrimonio senza pentirsene

Scegliere il fotografo di matrimonio non è solamente una questione di stile ma significa anche capire come quel determinato professionista si muoverà durante il giorno del tuo matrimonio.
Non sarà presente solo per fare foto ma, ad esempio, sarà vicino a te nel momento della preparazione, quando avrai bisogno di un attimo di tranquillità, quando succederanno situazioni, non necessariamente negative, che nessuno aveva previsto.
Eppure questa scelta, spesso, viene fatta guardando immagini velocemente, scorrendo profili social e fermandosi alla prima impressione. O peggio ancora basandosi esclusivamente sul prezzo.
E’ comprensibile sia chiaro, il tempo è poco e le decisioni da prendere sono molte. Ma è proprio in questa fase che nascono i ripensamenti.

Inizialmente tutto sembra chiaro, lo stile piace, magari colpisce una determinata atmosfera e così ti immagini già dentro quelle fotografie. Poi con il tempo emergono dettagli che non avevi considerato, non perchè tu abbia sbagliato, ma perchè probabilmente nessuno ti ha spiegato cosa guardare veramente.

Iniziamo…

Lo stile è ovviamente il primo filtro ma, a volte, anche il più ingannevole. E’ la parte più visibile, quella che funziona meglio sullo schermo. Due fotografi possono sembrare simili a prima vista, ma lavorare in modo completamente diverso quando  la giornata si complica, ad esempio luce difficile, tempi stretti, momenti che unici e irripetibili.
E’ proprio in queste circostanze che si capisce se qualcuno sa davvero raccontare un matrimonio o se si limita a costruire immagini quando tutto è sotto controllo.
Un’altro aspetto poco considerato inizialmente è la presenza e l’empatia. Il fotografo è una delle persone che passeranno più tempo con voi, spesso nei momenti più intimi (preparazione, foto di coppia). Se non c’è sintonia, anche minima e reciproca, lo si percepisce subito. E quella sensazione, anche se sottile, finisce nelle fotografie.

Non è una questione di simpatia superficiale ma è qualcosa di più concreto; sentirsi a proprio agio,  non dover “recitare”, non avere la sensazione di essere osservati continuamente. Quando questo equilibrio manca le immagini diventano forzate, vuote.

Un altro punto che spesso crea fraintendimenti è quello delle aspettative.
Molte coppie pensano di aver capito cosa riceveranno, ma in realtà si basano su ciò che hanno visto online, che generalmente è sempre una selezione.
Il risultato finale, invece, è la giornata intera che ha ritmi diversi, momenti forti e momenti più silenziosi o “festaioli”.

Questo è un’altro punto che fa la differenza, cioè la capacità di restituire non solo “belle foto”, ma il senso complessivo di ciò che è successo.

Ahimè anche il tema del prezzo viene spesso affrontato nel modo sbagliato: Si cerca un riferimento, una sicurezza, qualcosa che aiuti a orientarsi e, molte volte, qualcosa che “costi poco tanto sono solo foto”.
Il prezzo, da solo, non racconta molto. Non dice come quella persona lavorerà con voi nè come interpreterà la vostra giornata.

C’è infine una dinamica più sottile, ma molto diffusa: rimandare la scelta. Si pensa di avere tempo, si dà priorità ad altro ma poi, quando si torna su questo tema, le opzioni si sono ridotte. E scegliere in fretta, in questi casi, non è quasi mai una buona idea.
Naturalmente tutto ha senso e va calibrato sulle proprie possibilità e la cosa più giusta da fare è incontrare il professionista, parlarci insieme, fare domande, vedere lavori insomma, conoscerlo.

Non esiste il fotografo perfetto in senso assoluto. Esiste quello che funziona per voi, per come siete, per come volete vivere quel giorno e per il tipo di ricordo che vorrete avere.
Il punto non è trovare il migliore, ma evitare di accorgersi troppo tardi che non era la scelta giusta.

Perchè alla fine, quando tutto sarà passato, le fotografie non serviranno solo a ricordare com’era quel giorno, ma serviranno anche riconoscervi dentro quel racconto.

E questa è una differenza che si capisce solo dopo ma si costruisce molto prima.